Eredità e successioni, ecco perché devi pensarci adesso

In questi giorni si parla di revisioni delle aliquote successorie e delle rendite catastali.

I clienti più attenti, abituati a pianificare le proprie scelte si stanno ponendo delle domande.

So che affrontare queste tematiche può metterti a disagio e mi spiace, ma conosco i benefici che porta una corretta pianificazione successoria e per questo sono convinto che questo articolo aiuterà anche te.

Il punto centrale su cui si tendono le orecchie dei più ‘’sensibili’’ è l’impatto fiscale che una eventuale riforma può avere.

L’Italia, per ora, rappresenta da questo punto di vista un vero paradiso fiscale.

Per coniugi e parenti in linea retta si paga il 4% con un franchigia di 1ml a beneficiario

Per i fratelli e sorelle  si paga il 6% con una franchigia di 100.000€

Ai parenti fino al 4 grado si applica una aliquota del 6% senza franchigia

Per tutti gli altri si paga l’8% senza franchigia.

A questo devi aggiungere il 2% di imposta ipotecaria e l’1% di imposta catastale per gli immobili (sul loro valore catastale)

E nel resto d’Europa?

In Francia le aliquote vanno dal 5% al 40% per i discendenti in linea retta con franchigie di 100.000 (il coniuge è esente)

In Germania la tassazione passa dal 7% al 30% per coniuge e parenti in linea retta con alcune franchigie

Nel Regno Unito una sola aliquota del 40% ad esclusione del coniuge.

Stiamo parlando di differenze come vedi importanti e pensi veramente che questo ridotto carico fiscale durerà tanto con il bisogno di far cassa dello stato italiano???

                                    LA NUOVA TASSA DI SUCCESSIONE

Le notizie che circolano non sono rassicuranti e si inizia ad intravedere qualche numero che potrebbe fare la differenza.

  • 7% per il coniuge ed i parenti in linea retta con una diminuzione della franchigia a 400.000€
  • 8% per fratelli e sorelle, con una franchigia di 100.000 Euro;
  • 10% per i parenti fino al quarto grado senza franchigia
  • 15% per gli altri soggetti estranei senza franchigia.

Inoltre se il valore del patrimonio ereditario supera i 5 milioni di € le aliquote potrebbero essere ben più alte;

dal 21% per coniuge, genitori e figli fino al 45% per gli altri soggetti

Cosa ne dici? Basta questa riflessione a farti alzare dalla sedia e andare a chiedere al tuo consulente come ottimizzare questo aspetto?

No? Beh, allora andiamo avanti perché  l’impatto fiscale è solo uno degli aspetti, io credo che ce ne siano altri ancora più importanti.

Vediamo  com’ è regolata la successione.

Se il defunto non lascia il testamento si apre una successione legittima, cioè decide la legge.

Se pensi di avere qualcuno che deve essere tutelato maggiormente perché minore, disabile o semplicemente meritevole ecco la sorpresa: la legge non fa differenze e decide per te!

Il coniuge e gli eredi legittimi hanno diritto ad una parte dell’eredità e nessuna disposizione in vita (attraverso donazioni o testamenti o disposizioni come le polizze) può limitare questa quota. Ricorda che se questo accade possono sempre recuperare la parte riservata per legge.

Devi però sapere che in realtà hai un diritto che puoi far valere, una quota del tuo patrimonio di cui puoi disporre ORA E COME VUOI TU.

Una prima azione utile è rappresentata proprio dal testamento.

Con la successione testamentaria puoi disporre dei tuoi beni senza naturalmente ledere la quota che per legge deve andare al coniuge, ai figli e agli ascendenti (in caso di mancanza di coniuge e figli).

A questo punto voglio però raccontarti una storia realmente accaduta.

Marco e Giulia sono una coppia sposata da diversi anni senza figli.

Una vita dedicata al lavoro ha permesso loro di accantonare un patrimonio importante quasi 2.000.000 € in denaro e 7 immobili per un valore catastale di circa 1.000.000 € fra cui una casa piuttosto grande dove vivono con la madre di lui.

Marco ha anche una sorella che vive da sola poco distante ma con la quale ha definitivamente chiuso i rapporti a causa di continue liti negli anni.

Un giorno leggendo una rivista si pongono il problema della reciproca tutela nel caso più triste, la perdita del coniuge.

L’articolo li lascia con mille dubbi ma scoprono che la legge prevede che in caso di decesso (in questo caso del marito) il patrimonio venga diviso in questo modo

  • Alla moglie i 2/3
  • Alla madre 1/4
  • Alla sorella la differenza

 

Come molti avevano sempre pensato che alla scomparsa di uno dei due , al coniuge superstite sarebbe stato trasferito tutto il patrimonio accumulato.

Le conseguenze ora per Giulia appaiono subito chiare perché un terzo del patrimonio non rimarrebbe suo e non solo, una parte andrebbe anche alla cognata.

Decidono di parlarne subito con il loro avvocato che si mette in contatto con il consulente finanziario e con il commercialista per affrontare il problema da diversi punti di vista.

Ebbene, la decisione di parlarne al loro consulente di fiducia si è rilevata la decisione migliore che abbiano mai preso.

Non mi soffermo su tutte le informazioni ricevute e le altre esigenze emerse nel corso delle diverse ore in cui ci siamo incontrati cosi come le soluzioni prese, non è questo il mio obiettivo.

Voglio invece dirti che, appreso che potevano disporre di una quota pari al 25% del patrimonio, si sono immediatamente rasserenati e con l’utilizzo di un testamento e di una polizza vita hanno deciso a chi doveva andare questa parte riducendo anche il carico delle imposte.

Non di rado la polizza vita è  da tenere in considerazione proprio per numerosi vantaggi tipici di questo contratto. In particolare:

  • la designazione del beneficiario consente di ottenere il pagamento delle somme anche in caso di rinuncia;
  • l’identità del beneficiario può essere mantenuta segreta;
  • il capitale pagato al beneficiario non concorre a formare il patrimonio ereditario (mentre concorrono i premi pagati dal contraente/de cuius , quindi occhio alla legittima!);
  • i capitali sono esenti dal pagamento dell’imposta di successione;

 

Oggi come puoi immaginare la situazione delle famiglie è molto varia.

Pensa a quante coppie di conviventi, figli di matrimoni diversi, soggetti deboli (disabili, anziani, disoccupati) esistono e immagina la complessità che si pone di volta in volta per tutelarli.

Mille domande mille risposte.

Voglio concludere con alcune di queste domande che mi rivolgono più spesso i clienti.

1) Posso lasciare tutto a chi voglio?

No, esistono delle quote che spettano agli eredi riservatari, cioè coniuge, figli e gli ascendenti (genitori), questi ultimi in mancanza di figli.

2) Come faccio a sapere se una persona ha fatto testamento?

Se il testamento è stato depositato da un notaio o è un testamento pubblico si può sapere attraverso una ricerca al Consiglio notarile distrettuale o tramite l’ufficio centrale degli archivi notarili di Roma

Naturalmente se il testamento olografo è stato custodito in altri luoghi (es. casa) diventa estremamente difficile recuperarlo.

3) Se il defunto ha lasciato dei debiti devo pagarli?

Se c’è questo dubbio meglio accettare l’eredità con beneficio di inventario in modo che l’erede risponda dei debiti ereditari solo con i beni ereditati.

In conclusione.

Con il tuo lavoro e le tue scelte hai accumulato, gestito e fatto crescere un patrimonio che rappresenterà anche per i tuoi cari un mezzo per raggiungere i loro scopi.

Una telefonata al tuo consulente di fiducia può veramente fare la differenza.

M.Isetta

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