Come salvarsi dal nemico invisibile

Come sai, su questo blog non mi occupo di fare previsioni di mercato.

Ritengo che non sia possibile proteggere il patrimonio puntando solo e sempre ad ottenere dei risultati positivi sui mercati.

È come scommettere e pensare di vincere sempre.

Non è possibile neanche con le strategie più innovative e con a fianco i guru di Wall Street.

se ci pensi però vincere sempre sui mercati è quello che viene chiesto al consulente finanziario.

Come se in qualche modo potesse manipolare il futuro delle borse.

Pensa a professionisti come l’avvocato o il medico: non basano certo la loro attività sulla certezza del risultato.

Uno non può dare garanzie sull’esito di una causa e l’altro non può garantirti la guarigione.

Esattamente come il consulente finanziario non può garantirti di guadagnare sempre.

E allora perché mai ti affidi a loro?

Non perché sono nelle condizioni di darti le certezze che chiedi.

Non perchè hai garanzia di risultati,

Non perchè hai certezze sulla professionalità del tuo interlocutore.

Ma perchè riconosci che hanno maggiori competenze rispetto a te.

E questo è chiaro. Ma c’è un altro motivo.

Delegare ad altri decisioni in cui sei emotivamente troppo coinvolto.

Sui mercati finanziari spesso si creano delle situazioni che mettono a dura prova le tue emozioni e le tue scelte.

Non è un caso se il comportamento emotivo degli investitori è definito come il più pericoloso e invisibile dei nemici per il patrimonio.

Per questo, prima comprendi che si investe sempre in una condizione di incertezza, prima trovi il modo di gestire le tue emozioni.

Nel processo di investimento le emozioni giocano un ruolo importante e decisivo perché tendono a farti semplificare le scelte in funzione:

• della provenienza del denaro (lo hai guadagnato o lo hai ereditato?)
• da come spendi il denaro (cicala o formica?)
• dalla troppa o poca sicurezza nelle proprie capacità (concentrazione in pochi titoli)
• dalle mode (eccesso e incapacità di filtrare le informazioni)
• dalla percezione del rischio (poco o nullo nei momenti di euforia o eccessivo quando si perde).

Facciamo un esempio: hai investito 100.000 euro e sei capitato nella peggiore crisi degli ultimi anni (o almeno così ti dicono tutti).

Unico dato certo: stai perdendo il 30%.
Cosa decidi di fare?
– vendi tutto e “chissenefrega dei mercati meglio stare tranquillo”;
– scarichi le paure su chi ti ha ‘’proposto’’ quell’operazione pretendendo una soluzione;
– decidi di comprare sperando che la mediazione a prezzi più bassi possa farti recuperare velocemente.

In realtà rispondere a questa domanda quando si verifica l’evento è la dimostrazione di un approccio sbagliato.

Fare delle scelte senza sapere il perché se ne sono fatte altre prima ti mette nelle condizioni di decidere al momento in funzione di quello che ti dice la pancia.

Infatti è statisticamente provato che la maggior parte degli investitori vende nelle fasi di ribasso in preda al panico e compra in quelle di rialzo in piena euforia seguendo la massa.
Non male come strategia per proteggersi!!!

Pensare che l’unico scopo di investire sia solo quello di aumentare il capitale porta a fare sempre delle scelte superficiali che al primo evento negativo vengono messe in discussione.

In mancanza di punti di riferimento saldi e razionali la ricerca di sicurezza a qualunque costo prende sempre il controllo.

Ma se lo scopo principale è la serenità mia e dei miei cari come faccio a sapere se la scelta è quella giusta?

Devi sapere che quando le cose non funzionano la colpa è anche dell’approccio sbagliato agli investimenti.

Precisiamo: non è che sto dicendo che la responsabilità delle perdite subite dai clienti coinvolti nei fallimenti di Banca Etruria, Banca delle Marche ecc. ecc. sia solo dei risparmiatori.

Ovviamente chi è seduto davanti a te ha almeno il dovere di non truffare il prossimo.

Ma inizia perlomeno a convincerti che le banche sono delle aziende che non fanno i tuoi interessi e spetta a te difenderti da tutto quello che ti viene raccontato dal sistema finanziario.

Quando arrivano dei risultati invece c’è sempre dietro un metodo fatto di regole e processi.

Una strategia che ti permette di sapere sempre cosa fare.

In sostanza la differenza fra gestire le tue emozioni o soccombere ad esse la fanno due cose:

1. il metodo che usa il tuo interlocutore;
2. la tua coerenza fra scelte e comportamento (la tua educazione finanziaria).

Infine come diceva qualcuno…… (lo so, non diceva proprio cosi ):…
non chiedere al tuo consulente quando saliranno i mercati ma chiediti se tu sei pronto ad approfittare dei mercati quando saliranno.

M.Isetta

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