Cosa accadrebbe se dall’oggi al domani la tua azienda perdesse “l’uomo al comando”?

Ci sono tante imprese che devono il loro successo al fondatore, ad un socio, ad un manager, a chi tiene in prima persona i contatti commerciali.

L’uomo senza il quale l’impresa non produce ricchezza.

Ma anche quella figura chiave senza la quale l’impresa si ferma.

Il fatto è che, in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo, un vero imprenditore deve aver ben chiari i motivi per i quali l’azienda va avanti, così come quelli per i quali rischia di fallire.

Eppure, in pochi si chiedono cosa accadrebbe se, dall’oggi al domani, la loro azienda perdesse “l’uomo al comando”.

Quando nessuno

  • ha le competenze in una determinata area
  • prende decisioni strategiche
  • acquisisce nuovi clienti
  • si rapporta con clienti e fornitori

le conseguenze sono tali da mettere l’azienda in ginocchio.

Non solo, se quella persona aveva una partecipazione nell’azienda (Snc o Sas) è necessario anche liquidare la quota in denaro agli eredi.

In sostanza, i danni finanziari diventano ingenti.

Infatti, quando viene a mancare la figura chiave, uno dei problemi principali a livello aziendale è proprio la mancanza di liquidità necessaria per continuare la produzione e per ricercare nuove figure.

Per questa ragione è necessario tutelarsi e garantire una fonte di capitale alla tua azienda.

Sul mercato esistono prodotti con caratteristiche tecniche diverse, che forniscono un’immediata liquidità.

La forma più usata è quella della compagnia di assicurazione che garantisce all’azienda un capitale in caso di morte della figura chiave. Per questo sono chiamate polizze “Key – man”.

L’azienda, quindi, si assicura un capitale, pagando un premio che, per essere valido, deve però riportare nel contratto il consenso scritto del soggetto assicurato.

Principalmente ti troverai di fronte a due soluzioni.

Una, dove i premi si pagano per un certo periodo (1-10 anni), al termine del quale l’azienda dovrà scegliere se rinnovare o meno il contratto, con le eventuali visite mediche del caso, da far fare all’assicurato.

In questo caso, la compagnia paga solo se l’evento morte accade durante il periodo stabilito.

L’altra, prevede invece un contratto a vita intera, cioè senza scadenza, dove il premio è certamente maggiore, perché la compagnia si prende il rischio per tutta la vita dell’assicurato.

In questo caso, proprio perché il contratto non ha scadenza, è certo che la compagnia paghi l’azienda.

Nel corso degli anni si sono sviluppate altre forme contrattuali che prevedono la tutela contro l’invalidità e le malattie gravi o che affiancano la componente di protezione ad una componente finanziaria.

Come anche contratti collettivi che coprono diverse figure chiave all’interno dell’azienda.

Tuttavia, anche se i vantaggi sono chiari, non bisogna sottovalutare qualche criticità.

Quanto valgono le persone e le loro competenze? Per quanto bisogna assicurarle?

Beh, non esistono limiti giuridici o fiscali, per cui si segue il principio di congruità.

In linea generale, la copertura deve prevedere un indennizzo che sia proporzionato al ruolo aziendale del soggetto assicurato.

Quindi, nel caso in cui l’assicurato sia il socio di una società di persone (Snc o Sas), il capitale assicurabile coincide con il valore della quota societaria.

In contesti più strutturati come nelle società di capitale, il capitale assicurato parte in genere dai 300/500 mila fino ad a 5-10 ml.

Ma nella sottoscrizione di una polizza key-man occorre anche prestare attenzione agli aspetti fiscali.

Mentre per l’assicurato non ci sono impatti in questo senso, le somme liquidate all’impresa nel caso di morte dell’assicurato rientrano nel reddito d’impresa. Quindi sono soggette a tassazione.

E se il key-man si licenzia?

Stessa cosa!

Sull’importo che rientra nel conto aziendale si dovranno pagare le tasse.

Per quanto riguarda i premi pagati dall’azienda, andrebbero considerati come costi interamente deducibili in base al principio di inerenza del costo.

Ma questa versione è stata contestata in diverse occasioni dall’Agenzia delle Entrate, dichiarando che i premi pagati dall’azienda non sarebbero inerenti all’attività.

In particolare, si è messo in discussione il rapporto diretto fra l’evento (morte dell’assicurato) e l’operatività aziendale anche se poi- nella maggior parte dei casi- i premi vengono considerati come dei costi deducibili.

Detto questo, è chiaro che il probabile vantaggio fiscale non deve comunque essere il motivo principale per fare una polizza Key–man.

Il beneficio di una copertura assicurativa di questo tipo è quello di mettere in sicurezza il futuro della tua azienda, quindi dei tuoi figli, dei tuoi dipendenti e dei tuoi soci.

Tirando un po’ le somme, se sei un imprenditore sai che il futuro di un’azienda dipende dalle persone che la fanno crescere e dai rischi che sei in grado di eliminare.

La polizza Key-man assicura entrambi.

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