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Investire in arte oggi? Intervista ad Alex Pinna

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1Il mercato dell’arte è da sempre considerato un bene rifugio e strategico attraverso il quale diversificare il portafoglio ma anche uno dei più difficili per la difficoltà nel determinare i prezzi.

Ho chiesto ad Alex Pinna* quali sono gli elementi che un investitore dovrebbe prendere inconsiderazione prima di approcciare questo settore.

MI: Ciao Alex, il 26 agosto hai inaugurato la mostra “Estate Italiana” presso il MOAH Museum di Lancaster, Los Angeles, mi racconti questa esperienza e cosa secondo te distingue lo scenario “arte” italiano da quello internazionale?

Pinna: È stata un’esperienza entusiasmante perché negli Stati Uniti, a differenza dell’Italia hai un immediato confronto con un pubblico molto variegato con esperienze e cultura totalmente polifonico. Per cui il banco di prova è estremamente significativo.

MI: Una delle analogie fra il mercato azionario e quello dell’arte è che entrambi sono soggetti a forti rialzi e ad altrettanti ribassi. Esistono artisti le cui quotazioni sono salite alle stelle per poi quasi azzerarsi.

Quanto è importante la variabile tempo in questo settore?

Pinna: Si, purtroppo ci sono stati e ci sono tuttora artisti con una carriera fulminea che arrivano a quotazioni monstre ma purtroppo scompaiono anche per questo, dopo un decennio. Il dispiacere non è solo per il danno che possono subire i collezionisti ma soprattutto quanto la discesa trascini con se anche le novità linguistiche proposte da questi artisti. Io consiglio sempre di star lontano da fenomeni legati a mode culturali temporanee.

Penso che gli artisti i cui lavori possono essere considerati un capitale / investimento sicuro in crescita, siano quelli che hanno una carriera almeno trentennale e che riescono a far progredire contemporaneamente il senso del loro lavoro e le quotazioni. Non dimenticando che quest’ultime sono sempre legate alle richieste del mercato che non vai mai eccessivamente inflazionato.

MI: Come in finanza anche nel mondo dell’arte si trovano due diverse tipologie di investitori; chi fa una scelta conservativa con l’idea di mantenere il valore dell’investimento nel tempo e chi si approccia in modo più speculativo con l’idea di fare “il colpaccio”.

Quali sono i consigli che ti senti di dare per entrambi i casi?

Pinna: Ai tuoi investitori, nel momento della scelta dell’artista, consiglierei di fare riferimento ai risultati d’asta almeno dell’ultimo quinquennio facendo attenzione anche che non ci siano state valutazioni eccessivamente anomale, seguite dopo poco ad un aumento sostanziale delle opere presenti nelle varie case d’asta.

Per quanto mi riguarda ho una media di un lavoro presente in asta ogni due anni e questo mi rinfranca molto perché lo interpreto come una conferma di fiducia nei confronti del mio lavoro, anche da parte di chi ha iniziato a collezionarmi ormai venti anni fa e ha ancora piacere ad avere con se le mie cose.

MI: Un investitore che alle prima esperienza tende a scegliere un’opera sia per piacere e/o passione sia per investimento ha paura di essere truffato.

Quali sono le regole principali per diminuire al minimo questo rischio?

Pinna: La cosa migliore che consiglio agli appassionati di arte è di avvicinarsi e collezionare opere dei loro coetanei. Questo perché così facendo saranno al riparo da situazioni poco chiare (falsi, speculazioni, etc) e poi si ritroveranno ad essere complici in un determinato movimento culturale, questo per molte persone è appagante quanto se non di più del mero possesso dell’opera.

MI: Come la finanza comportamentale insegna, spesso gli investitori cadono nell’errore dell’over – confidence, ovvero sovrastimano le loro capacità di giudizio per eccesso di sicurezza.

Sia per il cliente esperto che per il neofita non credi che l’approccio del “fai da te” possa esporre a rischi inutili?

Pinna: L’unico acquisto sicuro è quello dettato dalla propria sensibilità. La cultura in qualsiasi sua forma è soprattutto un qualcosa che fa bene alla qualità della vita delle persone che la vivono e dei loro familiari.

Per il 90% dei casi la scelta di un’opera secondo canoni prettamente economici, porta con se una percentuale di fallimento decisamente elevata. Il piacere di avere con se qualcosa che ti appaga non è quantificabile economicamente.

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MI: Per i clienti in cerca di opportunità di investimento, quali sono gli artisti che attualmente propongono opere interessanti, a tuo parere?

Pinna: Al momento la situazione nazionale è complicata perché veniamo da un lungo periodo in cui sia enti privati che le istituzioni pubbliche hanno fato pochissima ricerca sulle novità linguistica proposte dai giovani autori. Questo vuol dire che le eccellenze non sono ancora emerse per cui da una parte è più difficile individuarle ma dall’altra c’è la possibilità di poterle scoprire.

Questo per quello che riguarda artisti giovani mentre per quelli della mia generazione, i così detti middle career, ci sono una decina di nomi che quasi sicuramente hanno passato il mezzo del guado. Questo è il momento più difficile nella carriera di un artista perché non sei più giovane ma neanche cosi tanto affermato. Quindi, coloro che hanno superato questa fase sono destinanti a proseguire un percorso di successo anche se non si può prevedere quanto in alto potranno arrivare.

Se consideriamo quello successo agli artisti con queste caratteristiche di 10 /20 anni fa, in buona parte hanno tutti aumentato le loro quotazioni in modo più che esponenziale.

Grazie Alex per le preziose informazioni.
Per chi volesse vedere le tue opere qual’è il primo appuntamento?

Pinna: A breve inaugurerò una mostra personale alla galleria Punto sull’arte di Varese con cui – a gennaio – sarò anche ad Artefiera di Bologna e in contemporanea con una mostra personale a palazzo Bevilacqua. Nella primavera 2018 poi avrò una personale alla galleria Guidi & Schoen di Genova.

Nella foto in alto “Anno” un’ opera di Alex Pinna ironicamente dedicata al mondo dell’investimento, a seguire una scultura dell’autore esposta in galleria Vittorio Emanuele a Milano.

*Alex (www.alexpinna.org) è nato a Imperia, ha frequentato il Liceo artistico di Savona per poi trasferirsi a Milano dove si è diplomato all’Accademia di belle arti di Brera.
Dal 1993 espone costantemente in mostre personali e collettive, tra cui ricordiamo la mostra Ti guardo, mi guardo allestita presso le sale della Fondazione Mimmo Rotella a Catanzaro, The way to get lost, solo show presso Arte Fiera Bologna e la mostra Estate Italiana presso il MOAH a Lancaster in California, Stati Uniti. All’estero il suo lavoro è presente a Shanghai,Tel Aviv, Londra, New York, Los Angeles, Colonia e Lugano. È docente incaricato della cattedra di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Vive e lavora a Milano.

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