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Patrimoni Protetti

Come salvarsi dal nemico invisibile

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Come sai, su questo blog non mi occupo di fare previsioni di mercato in quanto ritengo che non sia possibile proteggere il patrimonio puntando sempre ad ottenere dei risultati positivi sui mercati.

È come scommettere e pensare di vincere sempre = non è possibile neanche con le strategie più innovative e con a fianco i guru di Wall Street.

Pensa a professionisti come l’avvocato o il medico: non basano certo la loro attività sulla certezza del risultato.

Uno non può dare garanzie sull’esito di una causa e l’altro non può garantirti la guarigione.

E allora perché mai ti affidi a loro?

Se sei in grado di curarti da solo, di difenderti da solo e di pianificare le tue risorse finanziarie da solo non ne avrai bisogno, mentre, in caso contrario, probabilmente ti affiderai a qualcuno anche solo per un “sentito dire”, per il fatto che gli riconosci competenze maggiori delle tue e non perché è nelle condizioni di darti le certezze che chiedi.

Pensaci: non hai garanzia di risultati, non hai certezze sulla professionalità del tuo interlocutore e, come se non bastasse, sai di essere attaccato quotidianamente dai mercati, dal fisco, dall’ inflazione e da una serie di eventi esterni ed interni non dipendenti da te.

La tempesta perfetta

In questo inizio 2016 il mercato sta sferzando i suoi colpi.
Il rallentamento della crescita cinese, la crisi del sistema bancario e del mercato immobiliare, nonché il contesto di “tassi zero” hanno creato la tempesta perfetta che mette a dura prova le tue emozioni e le tue scelte.
Sì, sei venuto a contatto con il più pericoloso e invisibile dei nemici per il tuo patrimonio : le tue emozioni!
Prendere decisioni in questi momenti non è un compito facile, infatti molti preferiscono la comodità di non dover scegliere imputando così colpe ed errori ad altri. Certo è più facile, ma è anche più stupido, dato che così metti nelle mani di qualcun altro il tuo futuro.

Preferisci pensare che qualcun altro prenda delle decisioni per te?

Fermati qui, non andare avanti nella lettura di questo articolo perché non fa per te, non sei ancora consapevole dei pericoli che corri.
E’ il caso di fare un’altra riflessione leggendo  qui e poi, se condividi, puoi proseguire.

Se invece hai compreso che, proprio perché il mondo sta cambiando velocemente sarai sempre in una condizione di incertezza, allora è fondamentale partire da te stesso e dai danni che possono provocare le tue emozioni.
Nel processo di investimento le emozioni giocano un ruolo importante e decisivo perché tendono a farti semplificare le scelte in funzione:

• della provenienza del denaro (lo hai guadagnato o lo hai ereditato?)
• da come spendi il denaro (cicala o formica?)
• dalla troppa o poca sicurezza nelle proprie capacità (concentrazione in pochi titoli)
• dalle mode (eccesso e incapacità di filtrare le informazioni)
• dalla percezione del rischio (poco o nullo nei momenti di euforia o eccessivo quando si perde).

Facciamo un esempio: hai investito 100.000 euro e sei capitato nella peggiore crisi degli ultimi anni (o almeno così ti dicono tutti). Unico dato certo: stai perdendo il 30%.
Cosa decidi di fare?
– vendi tutto e “chissenefrega dei mercati meglio stare tranquillo”;
– scarichi le paure su chi ti ha ‘’proposto’’ quell’operazione pretendendo una soluzione;
– decidi di comprare sperando che la mediazione a prezzi più bassi possa farti recuperare velocemente.

In realtà rispondere a questa domanda quando si verifica l’evento è la dimostrazione di un approccio sbagliato, perché fare delle scelte senza sapere il perché se ne sono fatte altre prima ti mette nelle condizioni di decidere al momento in funzione di quello che ti dice la pancia.

Infatti è statisticamente provato che la maggior parte degli investitori vende nelle fasi di ribasso in preda al panico e compra in quelle di rialzo in piena euforia seguendo la massa.
Non male come strategia per proteggersi!!!

Pensare che l’unico scopo di investire sia solo quello di aumentare il capitale porta a fare sempre delle scelte superficiali che al primo evento negativo vengono messe in discussione. In mancanza di punti di riferimento saldi e razionali la ricerca di sicurezza a qualunque costo prende sempre il controllo.
Ma se lo scopo principale è la serenità mia e dei miei cari come faccio a sapere se la scelta è quella giusta?

Devi sapere che quando le cose non funzionano la colpa è anche dell’approccio sbagliato agli investimenti.
Precisiamo: non è che sto dicendo che la responsabilità delle perdite subite dai clienti coinvolti nei fallimenti di Banca Etruria, Banca delle Marche ecc. ecc. sia solo dei risparmiatori. Ovviamente chi è seduto davanti a te ha almeno il dovere di non truffare il prossimo, ma inizia perlomeno a convincerti di una cosa: le banche sono delle aziende che non fanno i tuoi interessi e spetta a te difenderti da tutto quello che ti viene raccontato dal sistema finanziario.

Quando arrivano dei risultati invece c’è sempre dietro un metodo (scommesse a parte), cioè un insieme di regole e processi che ti permette di sapere sempre cosa fare.

Dalla previsione alla pianificazione

Ora seguimi:
come si elabora una strategia di protezione?
Posso dirti quella che utilizzo io e il team di PatrimoniProtetti, che si basa su 4 step:

1) L’Intervista: definisce il punto di partenza, le risorse che hai a disposizione (immobili, denaro, redditi), l’esposizione ai rischi (spesso non evidenti) e le tue esigenze (anche queste non sempre chiare).

2) Il questionario: impari a capire a cosa ti servono le risorse e che il far rendere il tuo capitale di 1 o 2 punti in più spesso non è la soluzione a tutto. Attraverso precise domande creiamo i 2 elementi essenziali per costruire il tuo piano finanziario:
Il profilo di rischio, cioè – numeri alla mano – simuliamo e stimiamo in uno scenario negativo a cosa puoi andare in contro e se vuoi o puoi sopportarlo.
La pianificazione per obiettivi: identifichiamo le tue priorità in funzione del contesto in cui vivi.

3) La proposta: mettiamo nero su bianco la strategia per ogni obiettivo seguendo alcuni principi di base come la diversificazione per asset, per prodotto e per tempo.

4) Il monitoraggio dei rischi: stabiliamo quali azioni adottare in funzione di determinate variabili.
Può essere variata la tua propensione al rischio, il patrimonio o il tuo reddito così come i consumi e di conseguenza tutto o parte del piano deve essere rivisto. Oppure bisogna magari valutare se determinate situazioni di mercato possono rappresentare per te opportunità da cogliere o meno.
Tornando al nostro esempio, saprai già se quelle condizioni di mercato per te corrispondono ad una opportunità di acquisto o semplicemente ad un momento su cui non soffermarsi con ansia, perché sono parte di un percorso per arrivare ad esempio ad integrare la pensione fra 20anni; puoi dire che ad oggi sono eventi che non destabilizzano il tuo piano.

In sostanza la differenza fra gestire le tue emozioni o soccombere ad esse la fanno due cose:

1. il metodo che usa il tuo interlocutore;
2. la tua coerenza fra scelte e comportamento (la tua educazione finanziaria).

Infine come diceva qualcuno…… (lo so, non diceva proprio cosi ):…
non chiedere al tuo consulente quando saliranno i mercati ma chiediti se tu sei pronto ad approfittare dei mercati quando saliranno.

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